IL CD DE "LO SQUARTATORE DI NEW YORK" FINALMENTE IN VERSIONE INTEGRALE

 

A detta di moltissimi appassionati “Lo squartatore di New York” è il miglior film del regista romano Lucio Fulci. Era il 1982, dopo una serie di horror il maestro del brivido dirige un giallo dalle tinte forti, macabre, violentissimo! Cercando tra le migliaia di aggettivi con i quali gli amanti del genere hanno definito questa pellicola, quello che mi ha colpito di più e che forse lo descrive meglio, è “malato”. Malato perché disegnato con colori scuri; perché i suoi protagonisti sono tutti neri e si fa fatica a distinguere tra buoni e cattivi; malato perché il finale lascia realmente un sapore amaro in bocca. In un mondo così pessimista gli omicidi sono violentissimi e la macchina da presa non manca di mostrarceli fin nei particolari più disturbanti. Su tutti la lametta che taglia in due il capezzolo della “donna” del commissario! Legato a questa scena un aneddoto che ci porta alla composizione della colonna sonora firmata da Francesco de Masi: il Maestro era andato come faceva sempre a prendere i tempi per scrivere le musiche ,in moviola, presso gli stabilimenti romani della N.C. in via Tonelli (a due passi dalla mitica Forum, gli studi di registrazione dove il musicista registrava solitamente). Lì, con il suo blocco, stava scrivendo il minutaggio dei brani che occorrevano e prendendo appunti. Ad un certo punto ecco arrivare la succitata sequenza nella quale l'assassino con la voce da paperino sta massacrando la vittima di turno. Nel momento in cui una lametta da barba si accanisce sul capezzolo della vittima, il maestro de Masi che con il sangue non aveva un buon rapporto, sviene andando a finire sotto la moviola e facendo cadere un paio di “pizze” di bobina. Niente di grave, con un po' d'acqua ed un bicchiere di caffè il musicista romano si riprese e continuò il suo prezioso lavoro, con il supporto del montatore il quale ora, annunciava l'arrivo le scene più truculente. Quando il film uscì nelle sale il pubblico si divise tra quanti lo acclamarono fino a farlo diventare un “cult” del genere (la maggior parte) e altri che lo definirono un'operazione di macelleria (i critici). Oggi, a distanza di trentaquattro anni, possiamo tranquillamente dire, con pace del popolo della critica compassata che lo massacrò, che “Lo squartatore di New York” non solo è un giallo-horror sopraffino, ma che va sicuramente posizionato tra i migliori lavori di Lucio Fulci. La brutalità ed il sesso (contorto) esasperato cooperano al fine di partorire un climax di "alta tensione" che estorce l'attenzione dalla prima all'ultimo immagine. Un'ultima curiosità che non tutti conoscono è legata al ruolo del suo protagonista. La ricerca dell'attore che avrebbe interpretato il tenente Fred Williams fu complicatissima e solo il giorno stesso dell'inizio delle riprese Fulci scelse Jack Hadley!

Le musiche del film furono composte dal maestro Francesco de Masi e non vennero registrate presso gli studi della Forum, bensì in quelli Edipan del collega, grande collaboratore e amico Bruno Nicolai. Questo perché gli arrangiamenti non prevedevano un'orchestra sinfonica ma, essendo scritti più per una formazione rock, prevedevano pochi (ma buoni!) elementi e di conseguenza poteva bastare uno studio più piccolo, quasi familiare. I solisti che parteciparono alla realizzazione dei brani erano tutti di primissimo piano, il meglio che si potesse trovare! Al flicorno ed alla tromba il maestro Oscar Valdambrini, uno dei massimi esponenti del jazz italiano; all'armonica (che esegue il tristissimo tema finale del film) l'inarrivabile Franco De Gemini; alla chitarra elettrica il maestro Silvano Chimenti che non fatico a definire come il più estroso tra i solisti di questo strumento; il tutto con la pregiata collaborazione di Sandro Alessandroni il quale non solo ha lasciato preziose note come percussionista ma ha messo la voce nel brano “Puertorico club”. Legato a questo brano presente in varie versioni all'interno del CD che avete in mano, un altro curioso episodio: Lucio Fulci seguiva attentamente ogni fase della realizzazione della colonna sonora e al momento della registrazione di “Puertorico club”, si aspettava di ascoltare subito un brano “folle”, scatenato e quasi ipnotico che sarebbe andato a commentare la sequenza in cui una ninfomane entra in un bar frequentato da una clientela di bassissimo livello. La registrazione prevedeva una sovrapposizione di ritmica, strumenti etnici e grida che avevano un solo esecutore, Alessandroni. Dopo l'incisione del primo strumento Fulci iniziò a storcere il naso e cominciò a passeggiare nervosamente su e giù nella regia audio dello studio di registrazione. Il maestro de Masi lo invitò ad attendere la fine di tutte le sovrapposizioni prima di giudicare e infatti, strumento dopo strumento, sovrapposizione su sovrapposizione, lo sguardo del grande regista iniziò ad illuminarsi fino a divenire raggiante.

La qualità di questa colonna sonora è davvero impressionante. La bravura del compositore unita alla sua enorme esperienza, esce brano dopo brano e tutti i temi sono azzeccatissimi. “New York... one more day”, titoli di testa, inizia con una rullata di batteria per immergersi in un groove eccezionale coronato da un assolo “da urlo” del maestro Silvano Chimenti. Con il medesimo titolo altre tracce differiscono da quella dei titoli per un approccio più soft, reso quasi magico da un'orchestrazione mai banale che rispecchia perfettamente gli stati d'animo di una città affascinante. Lo stesso tema si rincorre in “New York... one night” con ritmiche e profumi diversi, ora sottolineati dalla tromba, ora dalla chitarra, ora dal sax. “Waiting for the killer” oltre a una melodia suggestiva, affianca un grande lavoro di missaggio, affidato a Gianni Fornari, storico collaboratore del maestro de Masi per decine e decine di lavori. “Ripnotic” propone efficaci graffiate di tensione ma il punto più alto nel complesso di questo lavoro, per me risiede in “Fay”, brano che non si può non amare con tutte le forze. Molti si chiederanno che ci faccia in un film più horror che giallo una traccia così struggente e se non si conosce la storia del film la domanda rimarrebbe senza risposta. In vero “Fay” è la vera anima del film perché riesce a sottolineare alla perfezione quel pessimismo cosmico, vero trionfatore di una pellicola che alla comparsa dei titoli di coda stimola lo spettatore a iniziare a pensare. Un'ultima parola la voglio spendere per un collaboratore senza il lavoro del quale non solo non avrebbe mai avuto luce questo disco, ma probabilmente nessun altro edito dalla storica etichetta discografica Beat Records... un grazie speciale a Luciana De Gemini che volando più alto di tutti noi, da oggi ci guarderà con affetto dal cielo abbracciata al suo inseparabile Franco! Ciao bella donna!

ALLA SCOPERTA DELL'AFRICA

Un capolavoro riportato alla luce ancora grazie alla Beat Records: una serie di Folco Quilici per la televisione pubblica datata anni '60. Questa colonna sonora di chiaro stampo jazzistico, si avvale della collaborazione di musicisti di priomissimo piano che collaborarono col maestro De Masi per dare alla luce una straordinaria sfilza di brani indimenticabili.

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"FBI Operazione Vipera Gialla" è un film diretto da 1966 da Alfredo Medori con Hellmut Lange, Adeline Wagner, Peer Schmidt.
Nel filone Euro Spy, in forte ascesa di consensi all'epoca, racconta delle vicende di un agente alle prese con una pericolosa banda criminale che prende il nome dal veleno del pericoloso serpente utilizzato per rendere letali le frecce da loro impiegate.
Un titolo di grande interesse per noi della Beat Records in quanto completamente inedito e realizzato in uno dei periodi di maggior creatività del Maestro de Masi, autore di alcune tra le più belle partiture Spy-Jazz di sempre (Troppo per vivere… poco per morire – Colpo maestro al servizio di sua maestà britannica – FBI operazione Pakistan – Le spie uccidono in silenzio – Agente Z55 missione disperata – Sinfonia per due spie etc etc…)
In questa colonna sonora, come sempre, si avvale dei più grandi solisti condotti con la consueta maestria nella realizzazione di una colonna sonora varia ed egregiamente orchestrata in varie chiavi emotive.Il CD viene proposto in confezione jewel box con booklet da 12 pagine illustrato da Alessio Iannuzzi, mastering a cura di Claudio Fuiano e note di produzione a cura di Filippo de Masi, una colonna sonora stilosa e di gran classe: sicuramente a 24 carati.

Una nuova uscita di un altro capolavoro di Francesco de Masi! "Solimano il conquistatore" edito dalla Kronos Records nella collana Gold dedicata ai lavori più significativi dei compositori.
http://www.kronosrecords.com/KG3.html

SOLIMANO IL CONQUISTATORE
IL TRIONFO DI ERCOLE (DVD)

Hobby & Work propone una serie di DVD del genere Peplum. Il primo numero è "Il Trionfo di Ercole" un film di Alberto De Martino del 1964. Le musiche sono di Francesco de Masi e l'unico modo per ascoltarle e vedere questa pellicola tramite l'home video, in quanto i nastri sfortunatamente sono andati perduti...

(COMPOSIZIONE GRAFICA DELLA PAGINA DI RAFAEL MARTINEZ)

 

Il maestro Francesco de Masi è stato uno dei più grandi musicisti del dopoguerra. Ha composto le musiche per oltre 300 film, ha diretto  le più prestigiose orchestre di tutto il mondo ed è stato titolare delle cattedre di esercitazioni orchestrali e direzione d'orchestra nei conservatori di San Pietro a Majella e di Santa Cecilia a Roma. 

 

Il maestro Francesco de Masi al festival del Cinema di Venezia (2005) assieme ad Enzo G. Castellari e Quentin Tarantino.

Uno splendido testo di Carlos Aguillar vivamente consigliato da questo sito.